I Libri del Padrone


Questo spazio è dedicato a tutti coloro che amano leggere di corsa. Senza l'ambizione di voler fare della critica, ospiteremo in questo spazio il racconto del rapporto personale che ciascuno di noi ha stabilito con libri che, in un senso o in un altro hanno a che fare con il mondo del running.
Questo spazio è aperto a tutti, che possono suggerirci libri o commentare libri già segnalati da altri.
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Vi aspettiamo.


Psicologia dello sport e non solo

pubblicato 15 feb 2012, 03:38 da Web Administrator   [ aggiornato in data 15 feb 2012, 03:39 ]

Autore: Matteo SIMONE
Editore: ARACNE

di Matteo SIMONE

Parla di un approccio che mette in primo piano l’ attenzione, l’interesse per la persona, parla di incontri di mondi del professionista Psicologo dello sport che con le sue competenze, la sua professionalità si mette in relazione con lo sportivo che porta le sue esigenze, le sue difficoltà, i suoi problemi ed il suo sudore; parla dello psicologo dello sport che è disposto a scendere in campo, ad uscire dal suo studio per stare con, stare a disposizione dello sportivo ed osservarlo durante i suoi allenamenti e le sue gare, per vederlo in azione con il suo staff e con i suoi compagni di allenamento ed i suoi avversari/concorrenti.
Argomenti del libro sono lo sport, la psicologia dello sport, la psicoterapia della Gestalt, la psicologia dell’emergenza, l’EMDR, l’incontro, la maratona, il doping.
E’ un libro semplice ma anche complesso, è un libro tecnico ma anche divulgativo, per più persone: atleti professionisti ed a livello amatoriali, praticanti sport singoli o di squadra; psicologi, studenti di psicologia, tecnici e staff medico di società sportive, famigliari di sportivi, curiosi; è un libro che anche scorre.
Vengono illustrati l’ approccio, le metodiche e le tecniche per l’incremento della performance sportiva e per il migliorare della prestazione anche attraverso l’EMDR“Eye Movement Desensitization and Reprocessing”.
Inoltre sono trattati i le difficoltà dell’atleta che possono essere di natura emotiva, di attivazione ottimale, di bassa autostima, possono anche essere relazionali, relativi ad una figura professionale che
gravita attorno al mondo dell’atleta.
Nel testo si parla di incontro di professionalità, di mondi, l’atleta porta il mondo dello sport fatto di
sudori, delusioni, infortuni, incoraggiamenti, rinunce, pressioni, lo psicologo porta il mondo teorico esperienziale e quindi il relazionarsi, l’accogliere, l’invitare l’altro, il contatto, il dialogo, le metafore. Si parla di diversi incontri dello psicologo con la squadra, con l’atleta, con il team, con un famigliare e quindi hanno
valore il rispetto, l’interessamento, la fiducia, la scoperta nell’ altro, negli altri e in se stessi. Questo avviene in uno spazio di manovra abitabile dai diversi attori in campo dove può avvenire, si può sperimentare un contatto, un dialogo, un espressione/comunicazione di esigenze, difficoltà, perplessità, disagi. La risoluzione di quest’ ultimi può essere proposta attraverso un lavoro, un porre l’attenzione
sulla consapevolezza, responsabilità, il cercare le risorse disponibili e quelle da potenziare, il riconoscimento di priorità, il definire gli obiettivi.
Essendo maratoneta non potevo non parlare di maratona, un obiettivo che va maturando nel corso degli anni, ci si arriva a step, ma c’è differenza tra amatori ed assoluti, per entrambi è importante la gradualità, l’impegno, l’adattamento progressivo per giungere alla maratona.
 

L'Arte di Correre

pubblicato 23 nov 2011, 03:30 da Web Administrator   [ aggiornato in data 23 nov 2011, 04:56 ]


Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi

di Agostino Terranova

I nostri muscoli sono pigri.
O meglio sono tendenzialmente propensi al riposo.
E come biasimarli visto che ogni giorno lottano contro la forza di gravità per permetterci, per esempio, di camminare in posizione eretta e di correre quando lo desideriamo.
Quindi, per correre, ci voglio almeno la volontà di farlo e la preparazione muscolare.
Questo libro non parla ne dell'una ne dell'altra.
Murakami ci racconta semplicemente la sua esperienza con la corsa facendoci soprire come il correre possa essere strumento per il raggiungimento di "altro" oltre al benessere psico-fisico.
Inaggiunta alla sua, che troverete all'interno del mio, aggiungo in queste righe la mia "Running Play List".
Buona sorte

Spaceman 4 (No Blond)
Plus (Stone Temple Pilots)
Occidente (CSI)
Si è spento il sol (Capossela)
Change (Blind Melon)
Nuotando nell'aria (Marlene Kuntz)
Everybody wants to rule the world (Patty Smith)
Waiting for the night (Depeche Mode)
Poor Misguided Fool (Starsailor)
I still haven't found wath i'm looking (U2)
Losing my religion (Rem)
Natural Blues (Moby)
There is a light thath never goes out (The Smiths)
Creep (Stone temple Pilots)
La descrizione di un attimo (Tiromancino)
Brother wolf sister moon (The Cult)
Ulta violet (U2)
Un tempo piccolo (Tiromancino)
Apapaia (Litfiba)
Talkin' bout a revolution (Tracy Chapman)
Rain (The Cult)
Bonnie the Cat (Pourcupine Tree)
Alive (Pearl Jam)
Californication (Red Hot Chili Peppers)
Where the streets have non name (U2)
Creep (Radiohead)
Unforgettable fire (U2)
A tratti (CSI)
Io sto bene (CCCP)
Me in honey (Rem)
Raso e chiome bionde (Cristina Donà)
Sonica (Marlene Kuntz)
Diamonds on the inside (Ben Harper)
Pictures of you (The Cure)
Febbre (Litfiba)
All i want is you (U2)
Lieve (Marlene Kuntz)
Given to fly (Pearl Jam)
Wrang (Depeche mode)
Miss Sarajevo (U2)
Even Flow (Pearl Jam)
Univers (Litfiba)
Celluloide (CSI)



Corsi e ricorsi di corsa

pubblicato 9 ott 2011, 03:05 da Web Administrator   [ aggiornato in data 20 ott 2011, 02:26 ]

Autore: Giovanni Di Baldo
Editore: 0111 Edizioni

di Fabrizio Grisoli

Un “collega” informatico scopre passata la fatidica età dei quaranta il mondo della corsa e ci racconta in maniera disincantata ed ironica le sue sensazioni, i suoi incontri, i suoi successi e le sue frustrazioni.

Sarà stata l’ampia identificazione con l’autore, sarà stato lo stile fresco e leggero, ma ho trovato la lettura molto piacevole e divertente. Tra le righe si trovano comunque spunti di riflessione interessanti, su come la comunità dei runner abbia una dimensione sociale.

Per una volta le tabelle di allenamento sono solo un pretesto per sorridere un po’, non ci prendiamo troppo sul serio: noi che abbiamo iniziato a vestire con scarpette e vestitini che ci rendono più simili a supereroi dei cartoni che ad atleti dobbiamo mantenere un certo distacco da ritmi e risultati. Questo non significa mancanza di impegno, ma semplicemente mantenere sempre in un angolo della nostra testa uno spazio per ridere di noi e delle nostre manie. Correre ci fa bene, e ridere anche: sorridere di noi che corriamo mi sembra perfetto.


Mente e Maratona

pubblicato 8 ott 2011, 10:35 da Web Administrator   [ aggiornato in data 20 ott 2011, 02:28 ]

Autore: Luca Speciani, Pietro Trabucchi
Editore: Edizioni Correre.

di Danilo Stamegna

Ebbene sì, lo confesso… Ho acquistato questo libro con l’idea che mi avrebbe fatto correre più veloce la maratona, o comunque che mi avrebbe aiutato a terminarla senza quel senso di distruzione psico-fisica che ho provato nelle precedenti occasioni…

Alla vigilia della mia quinta maratona non escludo che effettivamente riuscirò a vivere meglio quegli ultimi maledetti sette chilometri, ma se migliorerò questo aspetto non sarà per una ricetta trovata in queste pagine, ma perché sento di aver iniziato un cammino verso la consapevolezza, e questo libro ha ispirato il cambiamento.

Speciani e Trabucchi affascinano il lettore perché non lo limitano in regole e tabelle, ma puntano a fargli riprendere il controllo di sè.

Certo, non mancano i tanti consigli pratici.

Sull’alimentazione, spingendo a mangiare di più (ma meglio…) per stimolare un aumento dei consumi,
a dispetto di chi, contro ogni tesi scientifica, continua a limitarsi a contare le calorie per buttare giù la
pancetta…

Sull’integrazione, ridimensionata nella reale necessità…

Sugli allenamenti, proponendo una serie di esercizi per allenare la mente; roba non da “cervelloni”, ma
da normali amatori, piccole (ma decisive!) varianti ai tanto amati (o odiati…) lunghissimi, interval training,
fartlek, ripetute, ecc.

Nonostante le tantissime proposte al maratoneta, questo libro non è affatto un manuale, ma è un viaggio
dentro il fantastico mondo dell’essere umano.

“… Mente e corpo sono la stessa cosa … La mente è il corpo, il corpo è la mente…”.

Il corpo umano è un autentico miracolo di meccanismi perfetti, di azioni e reazioni che mantengono
equilibri delicatissimi, e gli autori guidano il lettore in un percorso di recupero del rispetto del proprio
corpo perduto nei secoli. I concetti di fisiologia, fisica e chimica sono i punti di forza per mostrare al
maratoneta cosa accade nel suo organismo quando è sollecitato dagli allenamenti come dall’alimentazione
e dall’integrazione. L’alimentazione, in particolare, a giudizio degli autori è il principale problema delle
ultime generazioni.

L’approccio scientifico di Speciani e Trabucchi guida verso l’essenziale, a noi oggi sconosciuto, ma ai nostri
antenati paradossalmente perfettamente noto. Da loro ereditiamo cromosomi in cui sono scolpite le
capacità di correre a lungo per inseguire prede, di gestire stress per combattere il pericolo di estinzione, di
alimentarsi coi soli cibi necessari.

Il viaggio verso la scoperta di come siamo fatti, in termini di corpo e mente, apre una nuova prospettiva:
abbiamo la possibilità riappropriarci di noi stessi, di leggere i segnali del nostro corpo e di rielaborarli con la
nostra mente in un modo a noi nuovo, ma scolpito nella nostra storia di umanità. Al tempo stesso educare
la mente a controllare l’ansia, ed inviare messaggi di serenità ai nostri organi e alle nostre gambe, affaticate dal macinare metri passo dopo passo.

Già, le nostre gambe… Per un po’ mi sono dimenticato che stavo scrivendo di maratona… D’altronde la
maratona non è forse una metafora della vita?


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