I Fatti del Padrone

I padroni amano fare: per questo motivo partecipano, corrono, organizzano.
I padroni amano condividere: per questo motivo in questo spazio inseriremo il diario di tutte le volte che i padroni si sono incontrati nel mondo per fare, correre, raccontare. Questo spazio è per tutti quelli che si chiedono: "Ma che cosa fanno i Padroni delle Scarpe?".


Corri per La Befana 2013

pubblicato 9 gen 2013, 03:05 da Web Administrator

di Fabrizio Grisoli

Doppio impegno per Padroni e Padroncini in occasione dell’Epifania. A via Lemonia è di scena il classico di inizio d’Anno: “Corri per la Befana”, organizzata dalla Roma Road Runners Club ed i padroni non possono mancare. Qui l’anno scorso abbiamo fatto il nostro debutto e qui, quest’anno raddoppiamo: eh si perché questa volta sono due le iniziative che ci hanno visto protagonisti: “Il giardino dei Doni”, laboratorio rivolto ai figli dei runner realizzato in collaborazione con Tartallegra,  ed il primo dei due atti conclusivi di “Da 0 a 10”, percorso di iniziazione alla corsa che ha visto l’esordio di un nutrito numero di neofiti.


Il clima freddo ma limpido ha favorito una partecipazione convinta e spensierata. Verso le 9:30 il nostro Giardino dei Doni, splendidamente animato dagli educatori di Tartallegra ha animato il nostro gazebo, pieno di materiali di riciclo che sono rinati a nuova vita grazie alla fantasie dei nostri giovani amici. Nel frattempo i genitori hanno potuto concentrarsi sulle fasi di riscaldamento della gara competitiva.

Alle 10:00 ai nastri di partenza della gara non competitiva si è allineata una macchia gialla di circa 30

padroni agguerriti (o atterriti), compresa Emma che si è goduta il percorso sul suo passeggino spinto dal papà. Per i neofiti è stata l’occasione per un primo assaggio con il clima festoso della gara e per noi accompagnatori un regalo di fine feste, una volta tanto senza l’assillo di cronometro e cardiofrequenzimetro.

Giornata quindi all’insegna della crescita e del divertimento per padroni e padroncini, il modo migliore per augurarci e per augurare a tutti voi


Buon Anno


Una serata speciale

pubblicato 13 dic 2012, 02:18 da Web Administrator

di Fabrizio Grisoli

Questa volta non vi racconto di una storia in scarpette e pantaloncini, ma di una serata in abito scuro e scarpe di vernice. Il 12/12/12 (data magica ed inquietante) si è tenuta la 7^ edizione del Gran Gala di beneficenza "A cena con il cuore" organizzato dall'Associazione Amici Del Trapianto di Fegato e dal suo presidente Emanuela Mazza.

Emanuela è una amica storica del Padrone delle Scarpe (per chi volesse approfondire) ed è il presidente dell’ Associazione Amici Del Trapianto di Fegato, nonché anima della serata. Emanuela è certamente una donna volitiva e determinata; per questo motivo quando mi ha telefonato per invitarmi alla serata non ho minimamente cercato di sottrarmi, nonostante la mie indole da orso in letargo. Lei e mia moglie Laura sono una miscela incontenibile per me e quindi non ho opposto la minima resistenza e sono uscito dalla mia solita zona di confort (!); per una volta tanto mi sono lasciato trasportare in una situazione che non mi era famigliare.

Emanuela ieri sera aveva occhi profondi ed un sorriso che riusciva a stento a nascondere l’immane lavoro di preparazione per riuscire a catalizzare in una unica sala, in uno stesso momento tante energie così diverse, tutte quante sintonizzate intorno ad un’unica parola: VITA.

Lottano per la VITA quelli che si autodefiniscono i “tecnici” del trapianto: personale medico che quotidianamente con passione e competenza lavora per superare anche i problemi strutturali di una sanità che alle prese con problemi evidenti riesce comunque a rappresentare una eccellenza europea sul tema della donazione di organi.

Raccontano la VITA i rappresentanti dei media che si cimentano con un argomento che non è facile da trattare come quello della donazione.

Celebrano la VITA gli sportivi con l’impegno sui campi di gioco e sulle piste.

Cantano la VITA artisti più o meno affermati che dal palco si avvicendano con stili diversi, con diversa maturità ma con la stessa passione. Non sono un esperto e non sono neanche intonato ma mi toccano profondamente ragazzi giovanissimi che usano la voce con  forza e sapienza, che fanno volare le dita su una chitarra acustica con una perizia sorprendente o che rappano il loro rispetto per chi vive con un “organo di seconda mano”.

Questi ragazzi sono il grande messaggio di speranza e di gioia che mi porto via da questa splendida serata: la speranza di una generazione che riesce a stupire e che ha voglia di fare. La gioia di occhi che guardano con speranza e fiducia al futuro. In cambio lascio la mia adesione all’AIDO; tutto sommato un buon baratto.

La mia prima maratona

pubblicato 26 nov 2012, 13:51 da Web Administrator


di Agostino Terranova

Non cercherò di raccontare una maratona perché credo che sia uno di quegli eventi della vita che non possono essere descritti con le parole ma che possono solo essere vissuti e, anche quando li si vive, ci vuole un po’ di tempo per realizzare che si è riusciti nell’impresa.

Si, perché su questo non ci sono dubbi, si tratta di un’impresa.

Quello che voglio condividere in questo spazio e quindi con i Padroni (fra l’altro è anche grazie a loro se ho aggiunto questo nuovo tassello alla mia vita) sono le sensazioni che mi hanno attraversato durante la giornata, non solo durante la corsa (una maratona non ti “investe” solo mentre la corri!).

Inizio dalla notte: insonne ovviamente.

Troppa adrenalina, troppa impazienza di partire, allacciarsi le scarpe, essere li.

Poi si fa mattino e sono li, tra altri migliaia, magliette e scarpette colorate, palloncini ( e non solo quelli dei riferimenti al tempo), musica, speaker e annunci.

Il clima è quello giusto, una leggera punta di freddo sulle gote ma ha vita breve.

L’attesa non è ancora finita.

In fila, lentamente (a tratti costretti addirittura a fermarci ), ci portiamo all’interno della griglia di partenza e l’adrenalina continua a salire, le gambe non vogliono saperne di stare ferme, i battiti del cuore rincorrono impazziti tutto quello che gli occhi cercano di registrare.

Ed ecco che il gruppo si muove e io con lui, corro.

Sono partito, la mia prima maratona ha preso inizio, corro.

Cerco di respirare e correre in modo rilassato, mi lascio distrarre un po’ da tutto tranne dal pensiero della distanza che dovrò percorre e di quando arriverà la mia crisi (il famoso “ muro “ che ho scoperto e di cui non conoscevo l’esistenza nella mia ignoranza), corro.

Sono in compagnia, Fabrizio mi “traghetta” anche in questa avventura come già avvenuto per la mezza Roma Ostia, detta il passo, sono sicuro che imposterà la corsa al meglio, sono sereno e sento una sensazione positiva che mi attraversa, corro.

Durante il percorso la musica e la gente ai bordi della strada sono incredibilmente di supporto, i bambini che ti “battono il cinque” mi commuovono sino quasi alle lacrime e corro.

Al 35° kilometro, dopo la prima sosta al 30°, arriva la crisi (mi schianto contro il “muro”), il corpo detta il suo stop, la mente sembra aver reagito bene ma deve piegarsi al limite fisiologico, mi viene da piangere al sentirmi così impotente, al non avere il controllo totale del mio fisico e non corro, cammino.

E cammino sino al 41° kilometro per poi riprovare a riprendere la corsa, inizialmente impedita dai crampi quasi subito spariti, e corro, sino alla fine, sorretto da Fabrizio che mi conduce al traguardo prendendomi la mano e ancora una volta sento le lacrime gonfiare gli occhi, la vista si appanna ma non per la fatica e, magicamente, sono dall’altra pare della dirittura di arrivo e mi fermo, non corro più.

Non correrò più per oggi.

Questa corsa o maratona (in entrambi i casi mi sembrano termini riduttivi) mi ha senza dubbio cambiato, da oggi il mio punti di vista sulla sofferenza sarà certamente diverso, da oggi il mio rapporto con la corsa sarà diverso, io sarò diverso, inevitabilmente.

Da oggi posso considerarmi un maratoneta, una delle tante cose che sono felice di essere.

Tanti auguri al Padrone delle Scarpe

pubblicato 15 ott 2012, 01:06 da Web Administrator

Il 16 ottobre di un anno fa, in concomitanza con la maratona di Amsterdam, è andato on-line il sito de Il padrone delle scarpe. Il progetto un po' folle di dare una voce diversa agli amanti della corsa e di avvicinare al nostro splendido mondo nuovi appassionati si realizzava proprio un anno fa. Un anno difficile per il mondo della corsa, che come in tutti i settori sente il peso della crisi economica; ma i runner sono abituati a convivere con le crisi e per questo non mollano facilmente.
In questo nostro primo anno, con una politica di piccoli passi, abbiamo iniziato a farci conoscere ed abbiamo iniziato a sperimentare un modo nostro di vivere la nostra passione.
Adesso siamo pronti per coinvolgere tanti nuovi potenziali Padroni con iniziative che partiranno prestissimo.
 
Seguiteci.
 

Stage in Val d'Orcia

pubblicato 30 set 2012, 11:29 da Web Administrator   [ aggiornato in data 30 set 2012, 11:30 ]

di Fabrizio Grisoli

Dal 27 al 30 di settembre Danilo e Fabrizio hanno partecipato, insieme ad una trentina di runners di diverse età ed ambizioni podistiche, ad uno stage in Val d'Orcia con Orlando Pizzolato.
La cornice dei colli intorno a San Quirico ha reso le uscite molto suggestive, anche se ha messo i due padroni di fronte alla dura realtà del significato di lungo collinare. Sul termine "salita" i nostri ed Orlando hanno lungamente disquisito, non riuscendo comunque a trovare un accordo.
Scherzi a parte l'esperienza si è dimostrata fantastica sotto tutti i punti di vista. Orlando e Ilaria si sono spesi con passione e simpatia per rendere perfetto ogni dettaglio, dall'esecuzione del Conconi ai rifornimenti durante le sedute di allenamento; i colleghi runner hanno creato velocemente quella atmosfera di sana goliardia che ha reso il lavoro ancora più piacevole; la Val d'Orcia ci ha messo del suo per rendere indimenticabili anche i pasti.
Per vedere quali risultati tecnici avrà sulle gambe dei nostri questa esperienza dovremo aspettare le prossime uscite, mentre da subito possiamo affermare che l'esperienza umana e sportiva è stata talmente coinvolgente che sarà sicuramente replicata in futuro.


1000 di queste visite

pubblicato 15 mag 2012, 03:31 da Web Administrator

Cari Padroni, oggi 15 maggio 2012 abbiamo superato i mille visitatori diversi sul nostro sito (per un totale di oltre 2000 visite). Questo piccolo traguardo ci riempie di gioia e ci spinge ad aumentare ancora il nostro impegno e la nostra voglia di condivisione.
 
Grazie e tutti per la vostra partecipazione.
 

Marathon 23/03/2012

pubblicato 31 mar 2012, 02:29 da Web Administrator   [ aggiornato in data 31 mar 2012, 02:36 ]

di Danilo Stamegna


Lo scorso 23 marzo l’associazione “Il Padrone delle Scarpe” ha partecipato con il socio fondatore Danilo Stamegna alla trasmissione Marathon di Rete Oro, condotta da Lodovico Nerli Ballati.

L’invito nasce dall’incontro avvenuto qualche mese fa con Lodovico in occasione della Corsa della Befana, quando l’associazione ha sperimentato le attività di animazione per i figli dei runner cui Lodovico ha dato ampio risalto nel servizio della gara mostrato nella trasmissione serale, continuando poi nelle settimane successive a mostrare simpatia e curiosità per le nostre iniziative.

Siamo orgogliosi di aver partecipato alla puntata dedicata alla Maratona di Roma, puntata dedicata alle prestazioni dei runner amatori e alle charities coinvolte. Insomma, proprio la puntata adatta allo spirito dei Padroni…

Di seguito alcuni filmati con gli interventi di Danilo in trasmissione… Purtroppo non sono reperibili i divertenti fuori onda dove è stato preso in giro per la mediocre prestazione in maratona! Tuttavia appena ne ha avuto l’occasione ha “graffiato” da vero Lupo Ferito ricordando che gli otto “Amici di Huyacan” hanno corso più lenti degli illustri presenti in studio ma raccolto più soldi….















Maratona di Roma 2012

pubblicato 27 mar 2012, 11:56 da Web Administrator   [ aggiornato in data 27 mar 2012, 11:59 ]

di Fabrizio Grisoli

Domenica mattina, 7 e 30 appuntamento alla metro (primo vagone). Arrivo lì con un anticipo bestiale: aspetto Lupo Ferito che arriva da tre fermate prima, ma sono troppo in anticipo e mentre aspetto passano decine di runners. Quando arriva Lupo Ferito quasi non lo vedo e lui è distratto come al solito: ci "becchiamo" per miracolo, cominciamo bene.

La metro è piena di pettorali, tante speranze, mille aspettative. Ci siamo tutti allenati per mesi per questa mattinata; la città è pronta in tutto il suo splendore. A pensarci dopo, anche troppo pronta, vista una primavera troppo puntuale.

Io e Lupo Ferito corriamo per i bambini di Huaycan, ci tengo a fare bella figura; come se ce ne fosse bisogno. L'ingresso in gabbia è degno del gladiatore, con il Colosseo ed i Fori Imperiali. Il clima è caldissimo, tra chi si abbraccia, chi è vestito in modi improponibili e chi aspetta solo lo sparo.

La partenza è da centro commerciale nei giorni di festa: non si vede la strada. Sembra si stia facendo una passeggiata e per un paio di chilometri non si riesce a correre. Poi lentamente prendiamo il passo, ognuno col suo ritmo, ognuno coi suoi pensieri. Qualcosa non va, sento le pulsazioni troppo alte, anche se vado piano: provo a scacciare i cattivi pensieri e mi guardo intorno.

La svolta in via della Conciliazione è da togliere il fiato, ma forse non è solo il Cupolone! Fa caldo, non ci siamo. Alla mezza maratona ho capito che non è aria; comincio a parlarmi: "andiamo a casa, non ha senso". "Insisti ed impara qualche cosa da questa esperienza, e poi pensa ai bambini in Peru".

La forza esercita una grande influenza sulle menti deboli, diceva qualcuno, ma viceversa una mente debole spreca molta forza, ed oggi la mia mente è molto debole. Sento dolori ovunque, non riesco a correre ed allora faccio un po' il turista, ma voglio tornare al Colosseo e godermi quegli ultimi metri.

Ci riesco dopo un tempo che mi sembra infinito, ma mi godo alcuni dei posti più belli del monto: piazza Navona, via del Corso, piazza di Spagna e Fontana di Trevi. Finalmente ci siamo, Circo Massimo vuol dire che è quasi finita, ed improvvisamente mi dispiace quasi che sia così. Scendo giù, di nuovo verso i Fori Imperiali a prendere la medaglia, ma la mente pensa già alla rivincita: questa la porto a casa, ma non finisce qui.

Arriverderci Roma. 

Roma Ostia 2012

pubblicato 28 feb 2012, 10:39 da Web Administrator   [ aggiornato in data 28 feb 2012, 10:40 ]

di Agostino Terranova
 

Si da quando ho memoria, la corsa è sempre stata una componente delle mia vita.

Dai primi passi incerti sino a quelli della prima corsa agonistica lei è sempre stata li, come una specie di angelo custode, a vegliare sulla mia crescita, sul mio “andare” e “divenire”.

Ma solo a partire dagli ultimi mesi del 2011 ha acquisito un nuovo connotato, un significato diverso.

Il tutto è nato dall’aver deciso di dedicare qualcosa di speciale, qualcosa che non avevo mai fatto, a mia figlia che nascerà tra pochi mesi, e la scelta è caduta sulla mezza maratona Roma Ostia.

Ho iniziato così a seguire un piano di allenamenti che mi ha portato a strettissimo contatto con la corsa sotto un nuovo aspetto che mi ha permesso, osservandola da questo nuovo punto di vista, di scoprire aspetti su cui non mi era mai capitato di soffermarmi prima e che sono poi, in definitiva, il motivo che mi spinge a scrivere.

Murakami in un suo libro, “L’arte di correre” descrive come la corsa sia entrata nella sua vita e quello che significa per lui e, un po’ emulandolo in fin dei conti, mi ritrovo a ripercorre le sue osservazioni , in alcuni punti, le sue stesse sensazioni  e emozioni.

Durante gli allenamenti ho scoperto come realmente la vicinanza che si raggiunge nel contatto con se stessi sia altissima, come la corsa mi mettesse in contatto con la natura attraverso il freddo ed il caldo, gli odori e i colori, i suoni, come rendesse l’azione del correre non solo un attività sportiva ma un esperienza.

Un esperienza attraverso la quale poter andare alla scoperta di me stesso, dei miei limiti e non solo fisici, di come la mia mente si apra e si predisponga al cambiamento che, inevitabile, la corsa ha portato con se.

Siamo esseri mutevoli.

Anche la corsa lo è.

Si può correre a diverse velocità e su diverse distanze, con condizioni atmosferiche differenti, da soli o in compagnia. Si può correre in posti diversi, al chiuso o all’aperto, si può correre con obiettivi diversi, contro se stessi o contro gli altri e persino contro il tempo. Ma io credo che non si può affrontare una corsa senza subire un mutamento. Al termine di una corsa saremo esseri diversi. Questo è un dato di fatto non solo sostenuto e avallato da dati scientifici ma che costatiamo personalmente a livello di percezioni.

La percezione di noi stessi, il sentirsi parte di un tutt’uno, questo immenso universo che ci ospita che, improvvisamente, sembra farsi piccolo e finito, dove tutto ci sembra raggiungibile e fattibile, il raggiungimento di una consapevolezza di se che conduce “altrove”, quell’”altrove” che allo stesso modi si trasforma in “altro” e, in questo, la mutevolezza si concretizza.

Il mutevole è un concetto che mi ha sempre affascinato e forse è anche per questo che ho subito il fascino di questa “nuova” esperienza, la corsa come mai prima l’avevo vissuta.

C’è un prima, fatto di preoccupazione e timore, di non essere all’altezza dell’obiettivo prefissato, di non essere, giustamente, sicuri di farcela e esiste un dopo, un momento in cui le nostre paure possono essere confermate o sbaragliate da un numero, un tempo, che è in grado di raccontarci di noi più di quanto molte parole possono fare e, in mezzo, tra il prima e il dopo, c’è la corsa.

Ecco, una cosa fondamentale su cui mi sono trovato a riflettere è proprio quel “mezzo”, quel frangente temporale compreso tra il prima e il dopo, dove la nostra vita scorre e trova nuova linfa vitale e mi sono ritrovato a scoprire che gli obiettivi raggiunti sono solo una logica conseguenza dell’aver deciso di vivere quel tempo “in mezzo” accettando l’idea di poter perdere, di fallire, trovando il coraggio di farlo giorno dopo giorno, alzata dopo alzata, sentendo la mia convinzione rafforzarsi  proprio in quei giorni un cui l’idea di non farcela era più forte e mi costringevo ad infilarmi le scarpette e ad affrontare la strada.

Quella strada che, come noi, subisce l’inesorabile processo di mutazione: da nemica ad amica.

Questa esperienza, se ancora ce ne fosse bisogno,  mi ha ribadito ancora una volte come pur essendo “animali” di gruppo, abbiamo bisogno della nostra solitudine, del nostro spazio e del nostro tempo da non condividere con nessuno se non con noi stessi, un tempo di preparazione e di crescita, un tempo di fatica e sofferenza per poter poi giungere alla riconciliazione con il “gruppo”, alla condivisione di questa fantastica esperienza in gara dove la sofferenza si tramuta in gioia e la fatica in soddisfazione chiudendo così un cerchio magico fatto di energie singole e collettive.

E quel brivido sulla pelle che più e più volte mi attraversa mentre corro diventa il “segno ”, la consacrazione, di vivere davvero la mia vita come protagonista e non come spettatore.

Contrariamente a quello che il gesto fisico racconta, la corsa e un momento in cui mi soffermo realmente sulla mia vita, un esperienza che, per essere vissuta necessita obbligatoriamente del suo tempo. Non si può correre di corsa così come non si può vivere di corsa.

Le Olimpiadi del Padrone 2012

pubblicato 25 gen 2012, 03:43 da Web Administrator   [ aggiornato in data 25 gen 2012, 07:57 ]

Ore 10.00 di una domenica grigia, siamo allo start di una delle più suggestive gare che si svolgono nel Lazio, LA CORSA DI MIGUEL.

Miguel ha corso e continua a far correre per riaffermare il principio che la libertà individuale di ogni uomo è un diritto inalienabile.

Ci siamo anche noi, all’interno dello stadio Paolo Rosi Il Padrone delle Scarpe, alle ore 09.15 ha dato inizio alla sua 1° edizione delle “OLIMPIADI DEL PADRONE” che vede impegnati atleti di tutto rispetto, i piccoli Migueliti, uniti e determinati sotto l’esperta guida degli animatori si sono sfidati, migliorandosi, nei nobili giochi dell’antica Grecia opportunamente adeguati.

Abbiamo vissuto una giornata entusiasmante, soprattutto grazie ai partecipanti che hanno ricambiato con genuino entusiasmo, la nostra voglia di concepire lo sport come infallibile strumento di aggregazione. Abbiamo portato i ragazzi al "centro" di questa importante manifestazione che è La Corsa di Miguel.
Le ore sono trascorse velocemente passando da un gioco all’altro, sempre con maggior competitività, uniti in squadre ma alla fine tutti insieme al traguardo si erano migliorati e guardandosi avevano un amico in più sul quale poter contare.

La soddisfazione anche nei genitori che hanno potuto partecipare alla Corsa di Miguel restando “uniti” ai
loro piccoli, in una giornata speciale dove la cultura e lo sport ancora una volta ha unito le masse.
Un particolare ringraziamento ai nuovi Padroni che hanno partecipato all’evento, con professionalità dedizione ed innata pazienza hanno condotto i piccoli atleti al traguardo guadagnandosi una montagna di sorrisi.

Siamo grati all'organizzazione di aver messo a disposizione dei ragazzi uno spazio ed un punto di vista privilegiato. Siamo grati agli entusiasti ragazzi, ai loro genitori.

Ringraziamo tutti per la partecipazione e vi diamo un arrivederci alla prossima edizione delle Olimpiadi del Padrone.



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