Per correre ci vuole fegato

Emanuela Mazza, coach e trainer. Mamma di 4 figli. Autrice del libro autobiografico Quando ti svegli. Storia di un trapianto di fegato pubblicato da Armando Editore. Laureata in Lettere, Discipline dello Spettacolo, con esperienza pluriennale in diversi settori della  comunicazione, dalla radio alla carta stampata, dalla pubblicità alla produzione di audiovisivi,  dove si è  occupata di gestione e coordinamento di progetti di comunicazione a 360° in Agenzie di Pubblicità Internazionali, in RAI, Publitalia e Mediaset, con clienti privati tra i quali TIM, Alitalia, Natuzzi, CoGeDi, Wind, ENI e Istituzionali tra cui Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Ministero delle Attività Produttive e Monopoli di Stato. Presidente dell’Associazione Amici del Trapianto di Fegato – Regione Lazio ONLUS. Ha ricoperto un  ruolo direttivo e organizzativo nello start-up della FIRE – Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia.  È  un NLP Trainer certificata dalla NLP University Santa Cruz da Robert Dilts e un NLP Master Practitioner certificata dalla NLP Society . Si è formata con il fondatore della  Programmazione Neuro Linguistica, Richard Bandler, e con formatori di fama internazionale: John La Valle, Anthony Robbins, Owen Fitzpatrick, Philip Holt, Robert Dilts, Judith DeLozier e Claudio Belotti, con il quale si è certificata in Dinamiche a Spirale. Ha conseguito il certificato di Coach Professionista  e la specializzazione di Coach per gli Adolescenti  presso la Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching di Luca Stanchieri.  Docente di Comunicazione Medico-Paziente, Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma e Responsabile del Centro Studi sulla Comunicazione Medico-Paziente di Extraordinary. Trainer in corsi per medici sulla comunicazione efficace  per il Centro Nazionale Trapianti e in corsi di formazione per insegnanti con l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Roma Capitale.

Credici

pubblicato 9 dic 2011, 01:55 da Emanuela Mazza   [ aggiornato in data 9 dic 2011, 01:59 ]

Credici… è  quello che abbiamo bisogno di dire a noi stessi ogni volta che affrontiamo una sfida difficile e sentiamo la fatica, vediamo  le difficoltà e gli ostacoli, ci sembra di non farcela…o la salita si fa dura e comincia a mancare il fiato o le forze…o l’entusiasmo con cui abbiamo iniziato il viaggio. Come voi quando correte.

Credici… è quello che abbiamo bisogno di sentirci dire dagli altri, una sponsorizzazione positiva di qualcuno che fa il tifo per te e ha voglia di vederti vincere.

Credici… è ciò che dobbiamo dirci ogni volta che viene meno la fiducia…

Credici… è la parola che ci riempie il cuore e nutre l’anima quando ci sembra che tutto vada storto e non vogliamo più lottare.

Credici… è riportare al cuore la convinzione che ce la puoi fare.

Credici… è ciò che ci consente di imparare di fronte allo sbaglio.

Credici…è il titolo della canzone che un giovane ragazzo romano di 17 anni, Andrea Di Giovanni, ha scritto per una Campagna di sensibilizzazione sul bere consapevole e sulla donazione degli organi rivolta ai giovani che l’Associazione Amici del Trapianto di Fegato (www.trapiantofegato.org)  realizzerà nel 2012. Una campagna, no, meglio, una vera e propria battaglia con-su e per ciò che possiamo avere in comune:  l’amore per la vita.

La nostra associazione ha presentato  questo progetto il 6 dicembre 2011, alla 6ª edizione del Gran Gala Incontro di Natale.  E siamo riusciti a presentarlo perché ci abbiamo creduto.  Ci hanno aiutato in tanti ad andare avanti. A crederci.  E ora voglio condividere con voi la stessa energia.

Ecco perché oggi, le parole del  mio consueto articolo saranno scritte a quattro mani: le mie fino a qui , e quelle del testo di una canzone straordinaria per un progetto altrettanto straordinario, che parla di amore e vita.

CREDICI di Andrea Di Giovanni

Quando sembra tutto sbagliato

e ti senti abbandonato

non dimenticare mai chi sei ...

 

È  difficile sognare

ma ancor  di più dimenticare

continua a seguire la tua via...

 

Vai avanti e non fermarti  mai

 

Credici, non cambiare, credici ...

non sarai mai giudicato...

Credici ...

 

Canta, suona, balla, grida

sarà proprio la tua sfida

ama come non lo hai fatto mai...

 

Intraprendi il tuo cammino,

oramai è il tuo destino,

finalmente tu ce la farai

 

e non fermarti  mai

Credici, non cambiare, credici ...

non sarai mai giudicato...

Credici ... Credici…

Tu non cambiare

Credici…

E alla fine vincerai…

 

Nonostante tutte le sofferenze,

quelle inutili apparenze,

ce la farai ... ce la farai

 

Credici, non cambiare, credici ....

non sarai mai giudicato,

Credici ... Credici …

non cambiare Credici

e  alla fine vincerai...

si vincerai

 

Clicca...ascolta e scarica gratuitamente  la canzone su www.trapiantofegato.org. E soprattutto CREDICI!

 

 

Grazie!

J Emanuela

 

LA "MEDICINA" È LO SPORT

pubblicato 7 nov 2011, 01:02 da Emanuela Mazza   [ aggiornato in data 7 nov 2011, 02:25 ]

Per cominciare questo articolo riporto un piccolo testo tratto dal sito del Centro Nazionale Trapianti (http://www.trapianti.salute.gov.it/).

“Oggi è ampiamente dimostrato che gli individui che sono stati sottoposti a trapianto di organo possono recuperare una buona qualità di vita e da sempre l’attività sportiva rappresenta, per molti trapiantati, un percorso di recupero e benessere, ma anche un mezzo per testimoniare l’efficacia del trapianto.
Riappropriarsi della funzionalità del proprio corpo dopo un trapianto d’organo rappresenta una tappa fondamentale e praticare un’attività fisica e sportiva contribuisce notevolmente a raggiungere questo obiettivo. Lo sport può, quindi, fungere da terapia ed è fondamentale anche per sentirsi meglio a livello psichico.
Esistono numerosi sport che possono essere praticati per svago dai trapiantati, come il nuoto, il jogging, la ginnastica, lo sci di fondo, ecc; tuttavia, se scrupolosamente seguiti dal proprio medico, i trapiantati possono praticare sport anche a livello agonistico partecipando a gare e manifestazioni e raggiungendo ottimi risultati”.

Da qui l’idea della prescrizione di attività sportiva come se fosse un farmaco. In Veneto e in Emilia –Romagna è all’inizio uno studio su 120 trapiantati, patrocinato dal Centro Nazionale Trapianti e in collaborazione con centri di medicina dello sport, che valuterà a 6 e 12 mesi la determinazione e la capacità del paziente a svolgere un’attività fisica adatta a lui, i relativi effetti su resistenza e ossigenazione e, dopo 5 anni, le conseguenze su eventi cardiovascolari, insufficienza renale e rischio di tumori.

Io sono partita da questo, cioè, da quanto lo sport e l’attività fisica in genere, possano essere terapeutici per una persona che abbia subito un trapianto di organo, in qualità di Presidente di un’Associazione che si occupa di Donazione e Trapianti di Organo (Associazione Amici del Trapianto di Fegato www.trapiantofegato.org) e in quanto trapiantata che gioca a fare almeno 3 volte alla settimana Forrest Gump (camminando!) per le vie e per le ville di Roma. Ma, e sottolineo il “Ma”, non solo! FARE SPORT FA BENE ALLA SALUTE, ALL’UMORE  E  ALLA QUALITÀ DELLA VITA…DI TUTTI!

Facendo attività fisica produrrete endorfine e potrete raggiungere magari non proprio la felicità ma sicuramente uno stato positivo (euforico!), eliminare tossine, mettere in moto muscoli che altrimenti si addormenterebbero, tenere sveglie le connessioni neuronali…già…perché questo è quello che accade ogni volta che decidiamo di darci una mossa assumendo la medicina più antica e naturale del mondo: il movimento!

Voi che siete amanti della corsa, magari pensate che state semplicemente allenandovi per questo o quell’altro obiettivo che vi siete posti, o che state scaricando un po’ i nervi…o che lo fate per tenervi in forma. Ed è tutto vero, anzi verissimo! Provate ad osservarvi mentre correte, le vostre reazioni, come cambia il vostro umore, il vostro respiro, la vostra postura, come e quanto si apre la mente a nuovi scenari, cosa provate durante la corsa…potreste scoprire allora che la corsa per voi è sì allenamento, gioco, evasione, scaricarsi o tenersi in forma o tutte queste cose insieme! E anche…che è molto, molto più di questo. Qualcosa che accende e riaccende e riaccende, rinnovandoli ogni volta, processi vitali, fisici e mentali, straordinari. Provate…potrebbe piacervi!

Grazie!

J Emanuela

Ciao

pubblicato 19 ott 2011, 13:43 da Emanuela Mazza   [ aggiornato in data 20 ott 2011, 02:31 ]

Ciao! Mi chiamo Emanuela e da oggi sarò la vostra compagna di viaggio su questo blog e prima di tutto voglio presentarmi , raccontarvi un po’ di me e spiegarvi perché i responsabili di questo blog mi hanno chiesto di scrivere per loro.

8 anni fa, nel 2003, ho subito un trapianto di fegato per un’epatite fulminante da farmaco. Ho ricevuto un fegato da un donatore di 20 anni che mi ha dato il coraggio e la forza di ricominciare a vivere, di ritirare i dadi e prendere in mano la mia vita, anzi, meglio, la mia seconda opportunità di vita.

Nel 2006, insieme ad alcuni medici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore del Policlinico A. Gemelli, ad altri pazienti  trapiantati e alcuni loro familiari, abbiamo fondato un’Associazione: l’Associazione Amici del Trapianto di Fegato. 

La “Mission” principale dell’Associazione è promuovere una “cultura della donazione” e una “cultura della prevenzione con corretti stili di vita”.

Ogni concezione di corretto stile di vita prevede attività fisica, se non quotidiana, almeno 3-4 volte alla settimana. Con costanza, impegno, disciplina di chi ogni giorno ha il coraggio di allenare se stesso.  Ecco perché il titolo “per correre ci vuole fegato” ed ecco perché io, trapiantata di fegato, mi trovo qui a scrivere in nome di un’Associazione con la quale ho deciso di “correre” per quello che possiamo avere in comune: l’amore per la vita!

Tornando al fegato, definire che cosa sia non è semplice.
Si tratta infatti dell'organo più complesso e più grande del corpo umano, in quanto a quantità e varietà delle funzioni. Pablo Neruda ha scritto un’Ode al Fegato, dove in modo straordinario esalta l’importanza di questo organo vitale e, molto spesso, sottovalutato.  Ve ne riporto solo alcuni versi:

…Mentre il cuore suona
e attrae la partitura del mandolino,
lì dentro tu filtri
e riparti,
separi e dividi,
moltiplichi e lubrifichi,
aumenti e riunisci i fili
e i grammi della vita,
gli ultimi liquori,
le intime essenze…

…Amo la vita:
Soddisfami! Lavora!
Non fermare il mio canto.

 

Secondo i principi della Medicina Tradizionale cinese il fegato è anche  l’organo maggiormente coinvolto con le nostre  emozioni  e il coraggio rappresenta l’emozione positiva che più di ogni altra è collegata al fegato. Ogni giorno, quando ci alziamo, usiamo il nostro coraggio affrontando le nostre paure, piccole e grandi, per metterci in gioco, per tirare i dadi, per metterci in azione e restare in movimento puntando l’ago della bussola verso i nostri obiettivi e correre verso i nostri sogni!

Allora correre, vostra amata attività sportiva, per scaricarvi e caricarvi allo stesso tempo, per prendervi cura di voi o fare semplicemente una cosa che vi piace, per rigenerarvi… e correre come  metafora dell’amore per la vita di chi comunque vuole mettersi in gioco,  fare  esperienze da cui imparare sempre qualcosa, crescere con nuove sfide! E per fare tutto questo, in entrambe i casi, ci vuole coraggio. Ci vuole fegato!

Grazie e buona corsa!

Emanuela


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